NOTE TECNICHE SU INCARICHI AI NEODIRIGENTI

Categoria: Notizie
Pubblicato Giovedì, 08 Agosto 2019 19:39
Scritto da Angelo Capizzi

                                                     ANP - CIDA

                                      Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità
                                                    Sezione della Liguria



In attesa che l’USR della Liguria indichi, conformemente  ai criteri generali fissati dal MIUR, i criteri  e le modalità operative per la
preposizione all’istituzione scolastica  e per la sottoscrizione del contratto individuale ai dirigenti immessi in ruolo, si ritiene di
fornire qualche nota tecnica di utilità per le valutazioni in ordine alle segnalazioni di preferenza dei neodirigenti.

Ai vincitori del concorso a dirigente scolastico, rientranti nel numero autorizzato di assunzioni in ogni singola regione a partire dal
1 settembre 2019, viene assegnato, un incarico dirigenziale di durata triennale presso una istituzione scolastica con periodo di prova “per
una durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale dovrà essere prestato un servizio effettivo di almeno 6 mesi”

 Ovviamente diverse sono le motivazioni  soggettive che possono orientare l’ordine delle preferenze; di seguito sono riportate alcune
situazioni giuridico-economiche, definite dal CCNL vigente,  relative alla differenze retributive degli incarichi e alle future possibilità
di mutare, in pendenza di contratto, la sede assegnata.

 1)     La suddivisione delle scuole in fasce retributive.

 In base al Contratto Integrativo Regionale oggi vigente le istituzioni scolastiche della Liguria sono ripartite, in ragione dei
criteri di dimensione, complessità, contesto e responsabilità dirigenziale, in tre fasce, cui corrispondono diversi livelli
retributivi riguardo alla retribuzione di posizione (parte variabile) e alla  retribuzione di risultato.

Le altre due voci retributive, uguali per tutti i dirigenti delle scuole, sono la retribuzione tabellare e la retribuzione di posizione
(parte fissa)

 E’ assegnato  alla prima fascia (con retribuzione più alta)  il 20% delle scuole della regione; alla seconda (retribuzione media) il 60% e
alla terza (retribuzione più bassa)  il restante 20%.

In base al CIR (contratto integrativo regionale) vigente il rapporto tra le fasce è il seguente:
Prima fascia: 1,30 Seconda fascia 1,00 Terza fascia 0,70 La ripartizione è effettuata ogni anno in riferimento ai dati oggettivi definiti nel contratto integrativo regionale. Si precisa che qualora durante il triennio dell’incarico dirigenziale conferito la scuola sia assegnata a una fascia retributiva inferiore, il dirigente ad essa preposto conserva, sino alla scadenza del suo contratto individuale, la retribuzione di posizione (parte variabile) e di risultato definite al momento del conferimento dell’incarico; viceversa se la sua scuola è assegnata a una fascia retributiva più alta, al dirigente preposto viene attribuita la retribuzione di posizione (parte variabile) superiore. 2) La questione degli incarichi dirigenziali nominali e la disponibilità delle relative sedi. I dirigenti scolastici che si trovano in particolari situazioni di status (comandi presso l’amministrazione, collocamento fuori ruolo per incarichi all’estero ecc) ricevono su una scuola un incarico “nominale” e la istituzione scolastica loro così assegnata è disponibile per un’ altra assegnazione (effettiva) Lo prevede l’art. 13 del CCNL 10/4/2006 non modificato dai CCNL successivi. Pertanto i vincitori di concorso possono richiedere di avere un incarico anche sulle scuole sulle quali sia già stato assegnato, con incarico nominale, un altro dirigente in particolare situazione di status: è da tenere presente che “al rientro in sede è garantita la precedenza al dirigente che precede cronologicamente nella titolarità della stessa e, a parità cronologica dell’affidamento, al dirigente che l’abbia effettivamente svolto” (art. 13 comma 4) 3) La possibilità di un mutamento di incarico nel corso del triennio di vigenza del contratto individuale. Ferma restando la disposizione del bando di concorso per cui il dirigente neo nominato non può richiedere la mobilità interregionale per tre anni, , durante il triennio di vigenza del contratto individuale al dirigente è consentito di chiedere ed avere – all’interno della regione - il “mutamento di incarico” su altra sede, ovviamente senza distinzione di settore; si rileva che, stando alla prassi da sempre seguita nella nostra regione, all’esperienza professionale dirigenziale nel settore richiesto per mutamento di incarico è attribuita una valutazione maggiorata. Il mutamento di incarico in pendenza di contratto , ai sensi dell’art. 11 del CCNL 10/4/2006, viene “trattato” dopo:
a) la conferma degli incarichi ai dirigenti in scadenza di contratto;
b) all’assegnazione di altro incarico per ristrutturazione e riorganizzazione dell’ufficio dirigenziale; c) conferimento di nuovo incarico ai dirigenti in scadenza di contratto e a quelli che rientrano da “particolati situazioni di status”. Nel triennio del contratto individuale è possibile avere un solo mutamento di incarico. (CCNL 15/7/2010, art. 9) Si ricorda infine che nell’ambito delle operazioni di mutamento di incarico (sia alla scadenza del contratto, sia in pendenza di contratto) “viene conferito l’incarico con priorità nella provincia di residenza del dirigente interessato” (CCNL 10/4/2010, art. 11 comma 5 Presidente regionale Santo Deldio